Vuoi assumere i Millennials? Cercali con il social recruiting

Vuoi assumere i Millennials? Cercali con il social recruiting

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Vuoi assumere i Millennials? Cercali con il social recruiting

Sui social media ci sono 35 milioni di italiani (più di metà dell’intera popolazione), che vi passano in media quasi due ore al giorno. I numeri dell’ultima indagine Digital 2019, pubblicata da We Are Social nel gennaio di quest’anno, fanno capire perché i professionisti HR non possano più fare a meno del social recruiting, uno degli strumenti che stanno innovando la ricerca di personale.

Che cos’è il social recruiting e cosa non è

Il social recruiting consiste nell’utilizzare i social media per cercare, trovare e attirare potenziali candidati:  non ci riferiamo solo a LinkedIn, nato esplicitamente per il mondo del lavoro, ma anche Facebook, Twitter, Instagram, YouTube e ai servizi di messaggistica istantanea, come Whatsapp, Facebook Messenger e Skype. 

Nel 2018 il 90 per cento dei recruiter italiani ha usato almeno un social per le ricerche di personale, secondo il Survey Social Recruiting, l’indagine condotta da Fondazione Emblema nel 2018 su 200 selezionatori. Vince LinkedIn, consultato dall’86 per cento dei professionisti, ma sempre più spesso si utilizza anche Facebook e molti ormai svolgono i primi colloqui di selezione su Skype.

Il social recruiting è diventato  poi imprescindibile per chi vuole assumere i Millennials, i giovani nati tra il 1981 e il 1996, la generazione dello smartphone, delle Instagram Stories e di Netflix.
Secondo recenti statistiche, i Millennials entro il 2020 saranno il 50 per cento della forza lavoro globale e cambieranno dalle 15 alle 20 posizioni lavorative nella loro vita. Per trovarli e assumerli bisogna andare sui social, perché è lì che vivono, costantemente iperconnessi.

Non solo: è necessario anche sapere come entrare in relazione con loro, tenendo presente che, di fronte a un’offerta di lavoro, per 2 su 3 la prima reazione è cercare i profili social dell’azienda. Se non li trovano, o - peggio - se appaiono trascurati o non all’altezza del mondo digital, molto difficilmente accetteranno un invito a un colloquio.

È importante dunque sottolineare che il social recruiting non è pubblicare gli annunci di lavoro sugli account social aziendali: questa è una parte della strategia, ma da sola non è sufficiente.

Il social recruiting, invece, è una strategia che utilizza i social media per cercare in modo proattivo i potenziali talenti, costruire una relazione con loro e spingerli a candidarsi per le tue ricerche di personale.

Perché sviluppare strategie di Selezione attraverso il social recruiting? Ecco i vantaggi per le aziende

Negli Stati Uniti, dove il social recruiting è entrato a far parte delle logiche di selezione del personale da molto più tempo, gli imprenditori non sono ben disposti verso un candidato, se di lui non si trova traccia online. In Italia, l'iter di Selezione con un occhio ai social network si sta sviluppando solo da qualche anno. Questo perché le aziende hanno ormai capito che le ricerche sul web e sui social offrono opportunità più interessanti dei tradizionali annunci.

Ecco i vantaggi del social recruiting per le imprese:

  • TROVARE PIU' CANDIDATI

La ricerca sui social permette di individuare profili potenzialmente interessanti tra coloro che altrimenti non risponderebbero alle offerte.

  • RACCOGLIERE PIU' INFORMAZIONI

Sulle piattaforme social si trovano spesso più dettagli sull’attività professionale di una persona e sui suoi interessi rispetto al solo CV. Un esempio è il profilo LinkedIn, dove le referenze scritte da altri (colleghi, collaboratori, responsabili, clienti) possono rivelarsi utili per delineare le soft skills dei candidati.

  • AVVIARE E MANTENERE UNA RELAZIONE DIRETTA CON I CANDIDATI 

Su tutte le piattaforme si possono inviare messaggi diretti e la conversazione si svolge in tempo reale: una modalità ideale per contattare e coinvolgere soprattutto i giovani, più inclini a usare la messaggistica istantanea che a scrivere mail o a rispondere al telefono.

  • VELOCIZZARE LA RICERCA

I vantaggi che abbiamo elencato portano tutti a un risparmio di tempi e quindi di costi, che aumentano l’efficienza della ricerca.

Naturalmente, per ottenere questi risultati è necessario che i recruiter abbiano precise competenze digitali: devono conoscere le piattaforme social, le loro dinamiche e il diverso utilizzo da parte degli utenti, a seconda delle fasce di età e degli interessi. Per fare un esempio, la grande maggioranza dei recruiter italiani usa LinkedIn per cercare candidati, ma pochi conoscono la diffusione e le potenzialità di Instagram, che in Italia tra i giovani ha soppiantato Facebook. Insomma, per un social recruiting efficace, devono essere social non solo i candidati, ma anche i selezionatori.

4 consigli +1 per un social recruiting efficace

La ricerca di candidati sui social network è uno strumento che deve essere inserito nel più ampio processo di selezione, per completare le altre modalità e ottenere risultati migliori.

Ecco i consigli + 1 per integrare il social recruiting nella selezione:

  1. SCEGLIERE LA PIATTAFORMA ADEGUATA PER LA RICERCA: selezionare i social media da utilizzare in base alle caratteristiche dei potenziali candidati; iscrivetevi nei Gruppi, cercate quello più in linea con il vostro interlocutore tipo, fate domande, siate proattivi e aperti al confronto.

  2. CREARE CONTENUTI AD HOC: per attirare l’attenzione bisogna evitare annunci standard e puntare su una comunicazione autentica e personale; scegliete  qual è il Tone of Voice più adatto da utilizzare.

  3. FAR FUNZIONARE IL PROCESSO: il post sui social media deve portare alla candidatura online in modo diretto e la procedura deve essere semplice e veloce; spesso con link diretti alla pagina Lavora Con Noi o, ancora meglio, attraverso moduli candidatura che gestiscono il funnel di selezione.

  4. MISURARE, MISURARE, MISURARE: come per tutti gli strumenti, è necessario analizzare i dati per valutare i risultati e adeguare la strategia di social recruiting.

Come per altri aspetti della ricerca e selezione del personale, anche nel social recruiting la tecnologia è ORMAI un supporto indispensabile alle competenze dei professionisti HR.

Un consiglio in più, che aiuta a mettere in pratica i primi quattro potrebbe essere quello di valutare un software per il recruiting. Le applicazioni dedicate offrono diverse funzioni utili per il social recruiting:

- automatizzazione della pubblicazione degli annunci e della condivisione sui social media;

- centralizzazione delle candidature via LinkedIn, attraverso l’inserimento del modulo di candidatura;

- gestione del video CV;

- analisi dei dati e report sui canali utilizzati, per la pianificazione degli investimenti.

Se tutto questo ti ha incuriosito e sei interessato scoprire quanto il social recruiting sia una STRATEGIA  facilmente gestibile attraverso un software per il recruiting, ti consigliamo di richiedere senza impegno una demo software.

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