Anonimizzazione, profilazione e annunci: le nuove funzioni AI di Performa Recruit
Tre nuove funzioni AI in Performa Recruit: CV anonimo conforme al GDPR, relazione di presentazione del candidato in stile Executive Search e generazione automatica degli annunci. Meno lavoro manuale, più tempo per le persone.

Tre strumenti che tolgono ore di lavoro manuale al recruiter, mantenendo la qualità e la conformità GDPR di un lavoro curato a mano.
Chi lavora in selezione lo sa: tra il momento in cui un CV arriva sulla scrivania e quello in cui il candidato viene presentato al committente, c’è una quantità sorprendente di lavoro a basso valore aggiunto. Riscrivere un curriculum per renderlo anonimo. Strutturare gli appunti di un colloquio in una relazione presentabile. Redigere un annuncio attrattivo e conforme. Sono attività necessarie, ma ripetitive, e sottraggono tempo a ciò che conta davvero: leggere le persone.
Per questo abbiamo introdotto in Performa Recruit tre nuove funzioni basate sull’intelligenza artificiale, pensate per automatizzare proprio queste fasi. Non sostituiscono il giudizio del selezionatore: lo liberano dal lavoro meccanico.
Crea CV Anonimo
La prima funzione trasforma il curriculum originale di un candidato in una scheda anonima, pronta da condividere con l’azienda committente.
Il recruiter carica il CV — in PDF, Word o testo — e il sistema restituisce una scheda strutturata in cui nome, recapiti, nomi delle aziende, sedi di lavoro e riferimenti web sono stati rimossi. Restano invece intatte le informazioni che contano per la valutazione: percorso formativo, competenze, esperienze professionali in ordine cronologico, lingue — gli stessi dati che un buon sistema di CV parsing estrae e struttura.
Il risultato è una presentazione neutra ma completa, conforme al GDPR (Regolamento UE 2016/679) in materia di minimizzazione dei dati e tutela della riservatezza. È la scheda che permette di proporre un profilo al cliente prima di rivelarne l’identità, una prassi sempre più richiesta sia per ragioni di privacy sia per ridurre i bias nella prima fase di screening.
Crea Profilo Candidato
La seconda funzione affronta un compito più sofisticato: redigere la relazione di presentazione del candidato, nello stile di un dossier di Executive Search.
Partendo dal CV e, dove disponibile, dalla trascrizione del colloquio e dalle note del selezionatore, il sistema costruisce un documento articolato in più sezioni: una sintesi professionale, un’analisi delle competenze core in relazione alla posizione, una lettura del percorso di carriera, gli elementi di attenzione, le motivazioni al cambiamento e l’inquadramento contrattuale attuale.
Il valore non sta nella semplice trascrizione, ma nell’interpretazione. La relazione non si limita a elencare le esperienze: le traduce in asset strategici, evidenzia la coerenza del percorso, segnala con equilibrio i possibili punti di attenzione. Il linguaggio è quello consulenziale che un committente si aspetta da un report di alto livello, con un dettaglio importante sul piano della correttezza: i dati retributivi vengono sempre riportati come dichiarati dal candidato e non ancora verificati, e le valutazioni sulle soft skill mantengono un registro prudente, mai assoluto.
Crea Annuncio
La terza funzione chiude il cerchio, intervenendo all’inizio del processo: la stesura automatica dell’annuncio di lavoro.
A partire dalla job description o dalle informazioni raccolte dal recruiter, il sistema genera un annuncio anonimo e attrattivo, che descrive settore, dimensioni dell’azienda e caratteristiche del ruolo senza rivelare il nome del committente. Lo stile è sobrio e inclusivo, con un registro che dà del “tu” al candidato per stabilire una relazione vicina e coinvolgente, e una struttura ricorrente — l’azienda, il ruolo, le attività, il profilo ideale, ciò che l’azienda offre — che rende ogni annuncio immediatamente riconoscibile.
La funzione è anche collaborativa: se mancano informazioni essenziali come sede, inquadramento, mercati di riferimento o cultura aziendale, è il sistema stesso a chiederle al recruiter. E quando viene fornito il nome o il sito dell’azienda, è in grado di cercare autonomamente sul web i dettagli utili a rendere l’annuncio più ricco. Il testo finale rispetta le formule di legge sulla parità di trattamento e si presenta pronto per la pubblicazione, aiutando a evitare i più comuni errori nella scrittura di un annuncio di lavoro.
Il recruiter resta al centro
Tutte e tre le funzioni producono una bozza, non un documento definitivo. È una scelta deliberata. L’intelligenza artificiale accelera la stesura e garantisce uno standard uniforme, ma la revisione finale resta in capo al professionista, che conosce il candidato, il cliente e il contesto come nessun sistema automatico può fare.
Il guadagno reale è di tempo e di concentrazione: meno ore spese a formattare e riscrivere, più energie dedicate alla relazione con candidati e aziende. È così che immaginiamo l’intelligenza artificiale applicata alla selezione: non come una scorciatoia che abbassa la qualità, ma come uno strumento che restituisce al recruiter il mestiere che ha scelto di fare. Un tema che abbiamo approfondito parlando del nuovo ruolo del recruiter nell’era dell’intelligenza artificiale.
Le nuove funzioni sono già disponibili all’interno di Performa Recruit.